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Francesca Vincenza Nobile nata a Modica il 27 luglio del 1980. Laureata all’Accademia di Belle Arti di Firenze col massimo dei voti e lode, consegue un master in fashion design and concept brand image presso l’istituto Polimoda in Firenze. Dopo varie collaborazioni come stamp designer presso Enrico Coveri a Firenze e come stilista per Ermanno Daelli rientra in Sicilia e lavora per Marella Ferrera, frequenta poi il biennio specialistico in progettazione grafica presso l’Accademia di Belle Arti di Catania lavorando per vari studi di marketing e comunicazione pubblicitaria tra cui Ermes, genia box e publikompass dove lavora attualmente. E’art director per la mostra/evento “blackmusic” (dal soul all’hip hop arti grafiche e sonore) alle Ciminiere di Catania e per “contemporary” a Siracusa dove vive.
Si avvicina alla pittura figurativa affascinata da Schiele, Klimt, dall’espressionismo ma anche da Turner e Monet, comincia a studiare la transavanguardia e il neoespressionismo e nasce così il suo amore per Anselm Kiefer che diviene il soggetto della sua tesi di laurea, continua ad approfondire lo studio di pittori quali Kandinsky, Rotho, Pollock, Bacon e molti altri, si avvicina naturalmente alla pittura astratta, non dimenticando la gestualità di Pollok, la matericità di Kiefer, il simbolismo di Kandinsky e Rotko. Nelle sue prime opere la partenza è spesso un soggetto reale che viene reso quasi astratto attraverso l’uso della materia e racconta così di cose intangibili pur con un oggetto, la tela e la sua matericità, che impone la sua presenza fisica. attraverso le teorie di Schneider, e di Guenon, approfondisce lo studio dei simboli che riporta nelle sue opere dove compaiono scale a indicare l’ascesa dell’uomo e la sua volontà di andare al di là della materia e del mondo fisico, figure geometriche come rettangoli o quadrati che simbolicamente rappresentano la terra, e cerchi e linee, intese come parte di questi cerchi, a rappresentare simbolicamente il cielo, tutto a indicare l’equilibrio degli opposti, il bene, il male, e la notte che rincorre il giorno appaiono come le componenti fondamentali dell’esistenza che fanno si che le cose vadano avanti e si evolvano nel tempo; compaiono pezzi di legno aggettanti che escono dalla tela, cuciture fatte a mano come a ferirla, come a voler scrivere i sentimenti e tutto ciò che la vita dal cammino dalla terra al cielo ci dà la possibilità di sentire. A testimoniare l’unione tra gli opposti restano tutti quei simboli assiali, verticali, come una scala o una semplice linea resa in maniera gestuale a indicare il nostro percorso di gioia e dolore che si alternano, si parla di cose lontane e intangibili e allo stesso tempo del più piccolo e umile sentimento; compare carta-igienica e sale grosso, e qualsiasi elemento che possa creare materia sulla tela; i colori sono quelli della nostra terra, quelli dei palazzi di Ortigia erosi dal mare e dal tempo e così affascinanti col loro senso di precarietà e maturità insieme.

Maggiori info:  www.francescanobile.it

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